Le regole con cui usiamo l’AI generativa  

In 5A Design concepiamo il design come un’attività sistemica, etica e relazionale. Quando progettiamo, diamo forma alle relazioni tra persone, organizzazioni e tecnologie e ci assumiamo la responsabilità delle conseguenze. Qualunque strumento usi, chi progetta mantiene un ruolo critico e guida consapevolmente il processo. Per questo, nel nostro lavoro, l’AI generativa propone, mentre le persone guidano il progetto, scelgono e verificano.

Usiamo l’AI generativa quando è utile allo scopo. Può supportare una singola attività o più fasi del lavoro, ma possiamo anche svolgere un’attività o un intero progetto con altri metodi. Qui descriviamo i possibili impieghi, i limiti e le regole che riguardano i dati e i risultati.

Le regole valgono per il gruppo dello studio e per i collaboratori coinvolti. Con i partner concordiamo le regole comuni per le attività affidate. La policy comprende anche le funzioni AI integrate nei programmi che usiamo, come trascrizioni e completamento del codice.

Chi decide

  • Le persone guidano il progetto. Interpretiamo il contesto, formuliamo le domande e motiviamo le scelte. L’AI può supportare analisi, esplorazione ed esecuzione; direzione e sintesi critica restano a noi.
  • Cura delle competenze. Usiamo l’AI mantenendo la capacità di comprendere, svolgere e verificare il lavoro della nostra disciplina, se opportuno con la supervisione di chi ha le competenze necessarie. Conserviamo nel processo lo spazio per la ricerca, l’apprendimento e il confronto con le persone. Questo vale anche per chi è in formazione.
  • La qualità richiede criteri. Il numero di varianti e la rapidità di produzione non dimostrano da soli la qualità. Valutiamo le proposte in base allo scopo, al contesto e alle persone a cui il progetto si rivolge.
  • La usiamo quando serve. Se un metodo più semplice è adeguato allo scopo, scegliamo quello.

Dove la usiamo e cosa verifichiamo

Attività Come la usiamo Cosa verifichiamo
Strategia e ricerca Ricerca di fonti, sintesi di documenti, confronti, organizzazione delle informazioni Leggiamo le fonti originali, controlliamo dati e citazioni, distinguiamo evidenze e ipotesi
UX e service design Bozze di contenuti, ipotesi di struttura e prototipi Confrontiamo le ipotesi con ricerca, vincoli di progetto e test con le persone
UI e identità Esplorazioni e variazioni visive, solo quando concordate per il progetto Coerenza, significato, provenienza e diritti d’uso; controlli specifici per loghi ed elementi distintivi
Sviluppo Scrittura e revisione del codice, ricerca di errori, documentazione Funzionamento, sicurezza, dipendenze, licenze, prestazioni e accessibilità prima del rilascio
Contenuti e UX writing Bozze, revisione, traduzione e adattamento Fatti, tono, chiarezza, diritti e corrispondenza con le fonti

La tabella descrive possibilità, non attività obbligatorie. Gli impieghi e le restrizioni sono concordati per il progetto. Ogni risultato che utilizziamo è verificato da una persona con competenze adeguate, anche quando orienta una decisione intermedia.

Dove non la usiamo

  • Per creare testimonianze, risultati, qualifiche o citazioni da presentare come reali.
  • Per produrre immagini, video o audio che possano ingannare sul loro contenuto o sulla loro origine.
  • Per imitare lo stile riconoscibile di singoli creativi viventi.
  • Per usare i dati di un progetto a scopi estranei all’incarico.

La selezione o valutazione di persone, l’analisi delle emozioni e le decisioni su diritti o accesso ai servizi non rientrano nel nostro uso ordinario. Ogni eventuale proposta richiede una valutazione dedicata. Gli usi vietati dalla legge restano esclusi.

Ricerca e rappresentazioni

Le risposte simulate da un’AI, come persone sintetiche o interviste simulate, sono ipotesi di lavoro. Le distinguiamo dalle evidenze raccolte attraverso interviste, osservazioni e test reali. Nei prototipi rendiamo riconoscibili dati e contenuti dimostrativi.

Controlliamo il significato delle forme, le gerarchie e le aspettative create da testi e interfacce. La plausibilità di una risposta o la qualità visiva di una proposta non ne dimostrano la correttezza.

Pregiudizi e contesto

L’AI generativa può riprodurre e amplificare pregiudizi, stereotipi e omissioni presenti nei dati, nei modelli e nei contesti d’uso. Anche le scelte delle persone possono rafforzarli. La guida umana richiede quindi criteri espliciti e verifiche, durante il processo e sul risultato.

Controlliamo le fonti e le rappresentazioni, cerchiamo prospettive assenti e confrontiamo le proposte con il contesto e con le persone interessate, secondo il progetto. Quando emergono errori o rappresentazioni discriminatorie, correggiamo o scartiamo i risultati e rivediamo il modo in cui lo strumento viene usato.

Quali dati usiamo

Materiali Come li trattiamo
Materiali pubblici riutilizzabili, esempi inventati e dati di prova privi di riferimenti reali Nel rispetto di licenze, condizioni d’uso, verificando gli eventuali dati personali presenti.
Documenti riservati, codice proprietario e dati personali, comprese interviste, registrazioni e contatti Solo dopo aver verificato necessità, condizioni del servizio, accordi con il cliente e requisiti privacy. L’approvazione del cliente non sostituisce questa verifica. Finché mancano le condizioni richieste, usiamo materiali di prova.
Categorie particolari di dati personali, dati giudiziari e materiali su persone vulnerabili Esclusi dall’uso ordinario. Un eventuale impiego richiede una valutazione specifica preventiva.
Password, chiavi di accesso e altre credenziali Escluse da prompt, allegati e archivi consultabili dall’AI. Le credenziali tecniche delle integrazioni sono gestite con strumenti dedicati.

Per ogni servizio autorizzato allo specifico impiego verifichiamo separatamente addestramento, conservazione, accessi e cancellazione. Le verifiche comprendono anche funzioni collegate e invio volontario di riscontri al fornitore. Per materiali riservati e dati personali richiediamo condizioni compatibili con gli accordi del progetto e con l’esclusione dall’addestramento dei modelli del fornitore.

Prima di trascrivere una riunione verifichiamo le condizioni applicabili, informiamo i partecipanti e raccogliamo il consenso quando richiesto.

Immagini, persone e diritti

L’uso dell’intelligenza artificiale in 5A Design segue regole sulla riservatezza dei materiali, sui diritti d’uso e sulle responsabilità verso il cliente.

  • Persone reali. La generazione o modifica di immagini, voci o video riferiti a persone reali richiede un’autorizzazione documentata per lo specifico uso e la verifica degli ulteriori diritti applicabili. Per i ritratti dello studio usiamo fotografie.
  • Contesto. Valutiamo anche cosa potrebbe accadere se il contenuto circolasse senza le indicazioni sulla sua origine. Quando resta un rischio di inganno o danno, scegliamo un’altra rappresentazione.
  • Riconoscibilità. Rendiamo riconoscibili i media sintetici realistici che potrebbero essere scambiati per autentici e concordiamo con il cliente chi cura le informazioni rivolte al pubblico.
  • Stile e originalità. Evitare il nome di un autore non basta. Verifichiamo somiglianze riconoscibili, provenienza, licenze e idoneità all’uso concordato. I risultati generati possono somigliare a contenuti preesistenti; comunichiamo i limiti rilevanti per esclusiva, registrazione e riutilizzo. Garanzie e responsabilità sono definite nel contratto.

Con il cliente

All’avvio indichiamo gli impieghi previsti. Esaminiamo le regole del cliente e dei partner coinvolti e concordiamo attività consentite, restrizioni ed eventuali esclusioni. Quando queste regole prevedono restrizioni ulteriori rispetto alla nostra policy, le recepiamo negli accordi per le attività interessate. Applichiamo le limitazioni concordate anche ai collaboratori e ai partner a cui affidiamo il lavoro.

Quando cambiano impieghi, strumenti o condizioni con effetti rilevanti su dati, diritti o modalità del servizio, concordiamo gli adeguamenti prima di procedere. Definiamo per iscritto gli eventuali effetti su attività, tempi e costi.

Accessibilità, impatto e autonomia

Progettiamo e verifichiamo secondo le WCAG 2.2, livello AA. Documentiamo perimetro, verifiche automatiche e manuali, esiti e correzioni. Un controllo automatico o una risposta dell’AI non dimostrano da soli la conformità.

Quando l’AI supporta testi alternativi, sottotitoli, trascrizioni o versioni semplificate, ne controlliamo accuratezza, informazioni essenziali e adeguatezza all’uso. Anche le informazioni sull’uso dell’AI rivolte al pubblico devono essere accessibili.

Concordiamo gli indicatori del progetto prima di partire e li misuriamo dopo il lancio. Quando valutiamo un impiego dell’AI consideriamo qualità, errori, tempi di revisione, costi e dipendenza dal fornitore.

Lasciamo al cliente competenze, documentazione e strumenti per proseguire anche senza di noi. Nei sistemi che integrano AI documentiamo configurazioni, limiti e condizioni necessarie per la manutenzione e il trasferimento, secondo il perimetro concordato.

Scegliamo gli strumenti in proporzione al compito e limitiamo elaborazioni prive di utilità. Le eventuali dichiarazioni ambientali riportano fonte, periodo e limiti della misurazione.

Trasparenza e formazione

Valutiamo gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act in relazione al contenuto e al ruolo assunto nel progetto. Il piano interno prevede misure di alfabetizzazione coerenti con l’articolo 4, adeguate ai compiti e agli strumenti utilizzati.

Responsabilità e aggiornamenti

Rispondiamo del lavoro consegnato secondo il contratto, qualunque strumento abbiamo usato. Federico Parrella coordina l’applicazione e la revisione di queste regole.

Le rivediamo quando cambiano norme, strumenti, condizioni dei fornitori o pratiche di lavoro e quando le verifiche segnalano un problema. Ogni versione riporta data e sintesi delle modifiche. Conserviamo le versioni richiamate nei contratti e le rendiamo disponibili ai clienti interessati.

Per informazioni o segnalazioni puoi scrivere a Federico Parrella.


Versione 1.0 del 20 ottobre 2026

 

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